Rifugio Revolto





Situato a 1336 metri di quota in alta Val d'Illasi, al termine della rotabile proveniente da Giazza (km 8).
Per chi proviene da Verona rappresenta il punto di partenza per molte escursioni nel settore centrale del Gruppo del Carega.
Aperto tutto l'anno
tel 0457847021  3298714009
sito www.rifugiorevolto.it
Storia del rifugio





Come arrivare
In auto
Da Giazza, circa 6km, seguendo la provinciale e poi la strada forestale che conduce in località Le Giare e Revolto di Sotto, superato il Rifugio Boschetto si continua la salita tra i stretti tornanti della valle di Rivolto fino al rifugio.

Bus Navetta
Da Giazza è attivo il servizio navetta nei giorni festivi.

A piedi
- Da Giazza (759 metri), il sentiero 185 che percorre il fondovalle e poi, poco dopo gli Orti forestali, piega ripido a sinistra per il rifugio (ore 2 circa);
- Dalla Lessinia (San Giorgio, 1580 metri circa) occorre allora seguire il sentiero 287 del passo Malera (1722 metri) che permette il collegamento tra il Pertica e il Mandriello.
- Da Recoaro via rifugio Cesare Battisti sentieri 110 della Lora per passo delle Tre Croci e 190 della Val del Diavolo



Dal Rifugio si diramano:
- sentiero 186 proseguendo direzione nord per il rifugio Passo Pertica
- sentiero 186 Don domenico Mercanti direzione sud per Rifugio Boschetto, Dogana Vecchia e Giazza
- sentiero 287 del Malera per il Baito Mandriello e Passo Malera e Lessinia
- sentiero 190 della Val del Diavolo per bivio Orti forestali e 185 del Lagosecco Rifugio Scalorbi




Il fabbricato un tempo era adibito ad osteria e sorgeva lungo il confine  tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico, come testimoniano i vari cippi di confine nella zona.
Attualmente di proprieta' di Veneto Agricoltura è gestito da Giorgio Amighini.


LA STORIA

Il rifugio Revolto vanta una storia ultrasecolare.

Fino al 1866 esistevano qui un'osteria e una chiesetta. Sopra la prima passava il confine tra il Lombardo Veneto e l'Austria, come rammentano i cippi infissi sulle pendici del declivo prospicente. Una valanga danneggio sia l'edificio che la chiesetta.

Un certo Eugenio Gaule rimise presto in piedi il punto di ristoro, mentre la chiesetta dovette attendere decenni prima di riprendere la perduta funzione.
Dopo la terza guerra d
'indipendenza, Revolto restò a segnare il confine tra Austria ed Italia e ospitalità ai contrabbandieri che inntroducevano in Italia tabacco e generi di frodo.

L'avvento della prima guerra mondiale trasformo l'osteria in un nodo strategico utile per tenere i contatti tra il comando deglia alpini, stanziato a Campobrun e la sottostante Giazza.

Gran lustro le conferì la visita del re Vittorio Emanuele III, avvenuta il 7 ottobre 1918. E' opinione popolare che il re soldato abbia fatto colazione al sacco presso il Boschetto delle Giare, poco più a Sud del rifugio.

Revolto conobbe giorni assai tristi durante l'ultimo conflitto. Sequestrato dalla famigerata Todt, il casolare venne saccheggiato dai tedeschi il 25 aprile 1945: viveri e animali furono distrutti o uccisi, mentre gli operai, impegnati da mesi in duri lavori sulle montagne rincasarono sfiniti e senza un quattrino. Ma l'atto più tragico ebbe Compimento due giorni dopo, il 27 aprile, allorc una compagnia di paracadutisti tedeschi, col pretesto di coprirsi la ritirata verso Ala, prese in ostaggio il parroco di Giazza don Domenico Mercante, il quale si era fatto incontro alla truppa per trattare l'incolumità dei giazzesi.

Scambiato per un sobillatore, il povero prete venne picchiato e condotto fino a Ala, dove in località San Martino fu fucilato assieme a un soldato tedesco che si era rifiutato di assassinare il sacerdote.







indietro pagina aggiornata 2017-06-08



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