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2013-09-18
Il Cai festeggia i suoi 150 anni portando i colori sulle vette BALDO LESSINIA.
Sette le sezioni provinciali coinvolte, le due cittadine saranno intorno al Fraccaroli e sul Carega. Domenica a mezzogiorno dalle Dolomiti alle Prealpi le cime del Veneto si illumineranno con i fumogeni degli escursionisti

Di Vittorio Zambaldo fonte l'arena.it

Domenica 8 settembre a mezzogiorno, dalle Dolomiti alle Prealpi, 150 cime del Veneto si accenderanno con i colori della festa creati da centinaia di fumogeni portati su ciascuna vetta dagli escursionisti e alpinisti del Club alpino italiano (Cai), che intende così festeggiare i suoi primi 150 anni. L'idea di celebrare in questa maniera il secolo e mezzo di vita del sodalizio era nata proprio dal Comitato direttivo regionale del Veneto che lo ha proposto alle 64 sezioni della nostra regione ed è stato successivamente fatto proprio anche da altri comitati regionali. Lo scorso 7 luglio c'era stata un'analoga iniziativa promossa però dal Club alpino accademico su scala nazionale che per Verona e il Veneto aveva avuto come referente Arturo Franco Castagna, accademico del Cai. Per l'occasione erano state salite in arrampicata il Baffelan dallo stesso Castagna in compagnia di Giorgio Roncolato, del Cai di San Bonifacio e Cima Carega da altri quattro escursionisti, portando il gagliardetto del Cai sulle due vette. Questa volta l'impresa è delle sezioni venete, accordatesi per una scalata collettiva su 150 cime che poi per l'afflusso dei partecipanti sono diventate in realtà 183, tutte interessanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, oltre che alpinistico o più semplicemente escursionistico.
A Verona l'impegno è stato raccolto dalle sette sezioni della nostra provincia e dalle loro sottosezioni, che hanno deciso di salire vette note, familiari e panoramiche, tante volte raggiunte nelle attività sociali delle sezioni, sia d'inverno che d'estate. L'idea non è quella di compiere delle imprese particolari, piuttosto di coinvolgere, nella festa per i 150 anni del Cai, non solo gli alpinisti veronesi, ma anche le montagne che a loro sono più care. Le due sezioni cittadine, la storica Sezione di Verona e la Cesare Battisti hanno scelto di raggiungere cinque cime che gravitano intorno al Rifugio Fraccaroli e al gruppo del Carega: Cima Madonnina, Cima Posta, Obante, Cima Mosca e Cima Carega. Su quest'ultima vetta i soci veronesi si incontreranno con gli alpinisti della sezione di Trecenta (Rovigo) che arriveranno al rifugio Fraccaroli passando per l'impegnativo sentiero attrezzato intitolato ad Angelo Pojesi. Il gruppo del Carega vedrà salire anche i soci della sezione di Tregnago sul Plische e sullo Zevola, mentre quelli di San Bonifacio punteranno a Cima Monte Terrazzo. Sempre sulle Piccole Dolomiti, ci saranno gli affiliati alla sezione di Legnago, impegnati nella salita a Monte Cornetto nel sottogruppo del Sengio Alto. Poco distanti da loro, incroceranno le tracce i soci di due sottosezioni del Cai di Verona: quelli delle Famiglia Alpinistica diretti sul Gramolon e quelli del Gruppo escursionistico alpinistico di Zevio incamminati per Cima Marana. Di fronte a loro i soci della sezione Lessinia di Bosco Chiesanuova, che invece saliranno su Cima Trappola e su Cima Sparavieri, mentre su altre due cime dei Lessini (Castelberto e il Corno d'Aquilio) arriveranno alcuni iscritti della sezione di San Pietro in Cariano. Un altro gruppo di alpinisti della sezione della Valpolicella, invece, sarà impegnato sul Coal Santo, sulla catena del Monte Baldo. Per tutti l'appuntamento è a mezzogiorno in vetta, per pennacchi di fumo colorati in contemporanea con tutte le altre cordate del Veneto.




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