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2013-09-21
Domenica cerimonia a passo Pertica per l'inaugurazione della ferrata, risistemata dal Cai di San Bonifacio. A cinquant'anni dalla sua creazione, voluta e poi realizzata dal grande alpinista, la via di roccia è stata adeguata ai moderni standard di sicurezza

Fonte l'Arena.it di Vittorio Zambaldo

Se per 50 anni centinaia di alpinisti a passo Pertica hanno potuto abbracciare la roccia e sentirne il respiro a pochi passi da casa, come fossero sulle più ardite vie delle Dolomiti, devono un «grazie» a Giancarlo Biasin, avvocato illasiano e giovane accademico del Club alpino italiano, caduto il 3 agosto 1964, a 33 anni, tornando dal Sass Maor, sulle Pale di San Martino, dove aveva appena aperto con Samuele Scalet una nuova via alpinistica. Nell'autunno del 1961 aveva concepito la ferrata della Cengia del Pertica sulla quale il 1° ottobre 1957 aveva aperto una via di roccia di quinto grado con Guido Gozzo e Guido Mansoldo. «Quella parete era diventata un po' una fissazione, ormai. Ogni volta che la vedevamo ci pareva di cogliere una sua tacita e invitante sfida», ha scritto Mansoldo nel Notiziario del Cai di Verona del dicembre 1964 che celebrava la figura di Biasin. La parete è infatti il primo vero impatto dolomitico per chi arriva dalla Lessinia, per chi esce dalla Foresta di Giazza e vede la roccia ergersi dalla corona di mughi: non alta, non impossibile, ma bella, come tutti i capricci della natura che si presentano dove non te li aspetti. Sullo stesso Notiziario Gian Tosi ha raccontato com'era nata l'idea della ferrata su quella via aperta da poco: «Biasin voleva chiodarla perché potessero farla anche alpinisti non espertissimi. Mi invitò a fare una ricognizione e arrivammo che pioveva e c'era anche un po' di nevischio. Decidemmo di salire pochi metri per osservare solo il primo passaggio più duro, ma arrivati là Giancarlo cercò di convincermi a proseguire. Considerate le condizioni del tempo rifiutai aggiungendo: “Su di lì oggi andrei solo con le cambre”. Giancarlo riguardò, stette un po' zitto e poi disse: “Bellissima idea! Facciamo una ferrata sulla Cengia del Pertica!”». In breve trovò le cambre, i cementi speciali, gli additivi antigelo, gli attrezzi e gli accessori e nella primavera successiva cominciarono i lavori che andarono avanti fino all'estate del 1964. «Partimmo in cinque per passo Pertica (con Biasin e Tosi anche Graziano Censi, Ruggero Claudio e Luigi Piotto, ndr.) e mentre noi praticavamo un foro nella roccia, Giancarlo riusciva a farne cinque. A sera non si decideva mai a smettere e scendeva regolarmente con il buio. Chi oggi percorre quella ferrata può farsi un'idea di quanto lavoro sia costata, ma è ancora più sorprendente che sia stata fatta in massima parte da un uomo solo, un po' perché ha lavorato più degli altri e un po' perché, con il passare dei giorni, il numero dei collaboratori diminuì», ha ricordato Tosi. Alla fine discussero sul nome da dare, Biasin voleva intitolarla al Gruppo alpino Cesare Battisti di cui era socio e litigarono anche: nessuno avrebbe immaginato che un anno dopo, a causa della tragica scomparsa del suo ideatore, ne avrebbe a pieno diritto preso il nome, come ricorda la targa posta all'attacco il giorno dell'inaugurazione, il 4 ottobre 1964.  Domenica 22 settembre la sezione di San Bonifacio intitolata a Giancarlo Biasin, che dal 2007 ha in affidamento dalla Provincia di Trento la manutenzione del manufatto, celebra la conclusione dei lavori di restauro e inaugura la nuova ferrata, con appuntamento alle 9 a passo Pertica, salita alle 10 per chi è attrezzato e con buone conoscenze alpinistiche per affrontare l'impegno e poi ritrovo per il brindisi a mezzogiorno. «Il tracciato è stato oggetto di continui interventi di manutenzione ordinaria, al fine di garantire la sicurezza di quanti lo frequentano, ma da tempo non rispondeva più ai criteri e alle esigenze degli attuali standard di sicurezza», spiega Paolo Luciani, presidente della sezione di San Bonifacio. «Nel 2009 la sezione ha iniziato l'iter per le pratiche relative alla manutenzione e messa in sicurezza, presentando alla Provincia autonoma di Trento la richiesta delle autorizzazioni e del finanziamento concesso per il 95 per cento dei costi e per il resto a carico della sezione», aggiunge il presidente. I lavori sono stati fatti nella primavera dell'anno scorso e adesso la manutenzione straordinaria della via ferrata Biasin alla Cengia del Pertica viene ufficialmente inaugurata.

Vittorio Zambaldo



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