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Il Fraccaroli compie 60 anni
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2013-10-06
Un incontro sui rifugi alpini e una festa a 2.230 metri, proprio sotto cima Carega. Sono due i momenti con cui la sezione Cesare Battisti del Cai vuole festeggiare i 60 anni del Rifugio Fraccaroli a Cima Carega. Venerdì, alle 20.30, nella sala conferenze del Centro Marani a Borgo Trento, sarà ospite con Luca Gibello, alpinista, storico dell'architettura e presidente dell'Associazione «Cantieri d'alta quota». Gibello parlerà della storia e del futuro della costruzione dei rifugi sulle Alpi, una sorta di excursus su come le prime capanne di fine '700 si sono trasformate in avveniristiche strutture in alta quota, e di come i rifugi siano cambiati non solo nella loro forma esteriore, ma anche nella fruizione da parte degli alpinisti. Domenica, invece, ci sarà la festa vera e propria al Fraccaroli. Un appuntamento che oltre a celebrare i sessanta anni di vita del rifugio, di fatto chiude anche le celebrazioni del novantesimo anniversario di fondazione del Cesare Battisti. Fondato nel 1923, nell'immediato dopoguerra l'allora Gruppo Alpino Cesare Battisti confluisce nel Club Alpino Italiano, quale Sottosezione della Sezione di Verona. Fin dal 1946 si incarica prima della ricostruzione e poi della gestione del Rifugio Telegrafo sul Monte Baldo. Contemporaneamente, però, all'interno del Gruppo si fa largo l'idea di costruire una struttura per gli alpinisti ed escursionisti veronesi da dedicare alla memoria di Mario Fraccaroli, socio ucciso a Montorio dai tedeschi in fuga il 26 aprile 1945. Dopo l'idea parte tra i soci anche una prima sottoscrizione «pro Capanna Fraccaroli», ma ogni atto concreto viene rimandato perché prima si deve sostenere e completare il restauro del Telegrafo. Intanto il 3 novembre 1949, il Consiglio del Battisti approva la decisione di costruire il rifugio di proprietà del Gruppo: «Quale località è scelta il Posta sopra Campobrun e quale nome viene approvato Capanna Mario Fraccaroli», recita il verbale della riunione. Ma appena presa, questa decisione viene messa in discussione e all'interno del Battisti si formano due linee di pensiero: quella favorevole alla costruzione di una capanna-rifugio sul Gruppo del Carega e quella che invece propone di realizzare un rifugio-albergo sul Tomba. Le discussioni che avevano diviso il Consiglio animano e dividono anche l'Assemblea dei soci di quello stesso anno (1949) come si legge nel volume Sulle Montagne del mondo che raccoglie la storia del Battisti tra il 1949 e il 1978. Il gruppo di soci che ritiene preferibile costruire la capanna sul Carega lo fa per questi motivi: «Minore spesa in quanto sul Tomba necessiterebbe una costruzione più grande e lussuosa; attrazione per i turisti della zona vicentina; stagione di afflusso turistico più lunga; non è nostro scopo costruire e gestire alberghi; probabile concorrenza di albergatori milanesi; sono molti anni che si attende un rifugio nella zona del Posta e non sul Tomba». Quelli che invece preferiscono il Tomba dicono che «lì si può costruire l'albergo con relative rampinovie e con i futuri guadagni costruire poi la capanna al Posta, sul Tomba non ci sono né rifugi, né malghe attrezzate funzionanti da rifugio, né seggiovia, e che gli sciatori veronesi si orientano verso il Trentino» e arrivano a ipotizzare «che si debba far costruire ex novo un albergo 300/500 persone stile Alto Adige per attirare sciatori che attualmente si recano in altre zone». Così, lo spirito e la volontà di ricostruire il Paese che anima la società italiana trova i suoi riflessi anche nel mondo alpinistico veronese, tanto che per un momento all'interno del Battisti si pensò addirittura di costruire sia l'albergo che la capanna-rifugio e per qualche tempo si affaccia anche una terza ipotesi, quella di costruire il rifugio non sul Tomba, né sul Carega, ma sul Baldo, a Costabella. I sogni e i progetti per fare qualcosa di nuovo, però, cozzano contro la realtà del quotidiano e soprattutto con i bilanci e le casse del Gruppo e di fatto tutti i progetti vengono congelati per un paio d'anni, arrivando così a fine 1952 quando l'allora presidente del Battisti, Angelo Pojesi comunica al Consiglio che in primavera si inizierà la costruzione della Capanna Fraccaroli sotto Cima Carega, non prima però di aver ottenuto dalla Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno un prestito di un milione di lire e dal Comune di Ala la concessione del terreno su cui realizzare la struttura.
fonte l'Arena.it



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