NODO CENTRALE

Il Gruppo della Carega è formato da varie catene montuose che trovano il loro il fulcro, nel Nodo Centrale dove troviamo le cime più elevate del gruppo dominato da Cima Carega a 2259 m,
Il Nodo Centrale racchiude due impluvi erbosi, utilizzati per l’alpeggio: il Vallone di Campobrun e la Conca di Malga Posta.

Verso Nord il gruppo degrada in pennacchi e vaji nella Vallarsa e nell’Alpe di Campogrosso assumendo le caratteristice dolomitiche che di queste cime che confluiscono nella piramide sommitale di Cima Carega, che tutto domina.

Nodo Centrale della Carega disegno di Gianni Pieropan

Il Nodo Centrale prende forma attorno alla valle di Campobrun che confluise poi nella valle d’Illasi, via di accesso naturale. Vista anche la relativa facilità di accesso del versante veronese, qui sorgono infatti la quasi totalità dei rifugi presenti nella catena montuosa, anche se alcuni di loro non possono essere considerati dei veri e propri rifugi alpiniche, diventano però indispensabili punti di appoggio alla grovigliata rete di sentieri che da essi ripartono.

La via di accesso, naturale è la valle d’Illasi che permette di raggiungere comodamente il centro del Gruppo, l’abitato cimbro di Giazza rappresenta forse il limite più orientale del Carega, e varrebbe la pena lasciare qui l’auto e godersi la salita attraverso il bosco.
Altra via molto frequentata per raggiungere il Nodo Centrale è quella proveniente dal versante recoarese attraverso il sottogruppo del Fumante e il Boale dei Fondi, ancora la valle di Chiampo che si inerpica per la stetta gola che da al Passo della Scagina e ala catena delle Tre Croci
Non dimentichiamo il versante trentino, al quale appartiene sulla carta la quasi totalità del Gruppo, che al momento no considereremo in modo completo in questo sito, esso rappresenta tuttavia uno scenario molto suggestivo e selvaggio, privo di comodità che varrà la pena conoscere.


Lo stesso nome “Carega” sembra prendere origine dall’idioma alto tedesco “Careige” il quale viene inteso come cima dalle conche rocciose, oppure da cadini (Kar-egge) termine che rispecchia fedelmente la struttura fisica delle sommita’ delle piccole Dolomiti. E non dal sostantivo del vorrebbe assomigliare al una “carega” termine veneto per incicare sedia.
Invece appare ancora un po’ oscura la questione del nome riferita alla sommità delle Piccole Dolomiti

Il gruppo del Carega offre infatti una nutrita lista di sentieri che intersecandosi tra loro permette all’escursionista di effettuare numerose e sempre diverse esperienze, dal sottobosco all’assolata pietraia, dalla sicura mulattiera all’aereo e panoramico sentiero, dalle vie attrezzate ai pascoli dell’alpe.
Nella parte meriodionale si sviluppa la Foresta demaniale di Giazza , frutto di una grande opera di rimboschimento, è oggi senz’altro il più bel complesso boscato del veronese, e tra le migliori foreste artificiali italiane.

Le catene montuose, fiumi e laghi rappresentano ancora oggi, come in passato dei punti di ostacolo e di passaggio obbligato, la valle di Revolto fu per la Repubblica Veneta, e per il giovane regno d’Italia un punto di confine che vide, doganieri e finanzieri alle prese con i contrabbandieri, resti imponenti di sistemi difensivi nel periodo della Grande Guerra e momenti drammatici durante la resistenza.

da Guida alle Piccole Dolomiti Luca Baldi Gianni Pieropan ed Panorama